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Cosa ci raccontano gli AboutPharma Digital Awards

Gli AboutPharma Digital Awards 2014 non sono solo un’occasione per premiare l’innovazione, sono anche un osservatorio privilegiato per capire come gli attori principali dell’healthcare in Italia si stanno muovendo nell’area della salute digitale.
Ogni giono infatti segnaliamo, twittiamo, condividiamo progetti di digital health che nella maggior parte dei casi vengono da altri mondi e soprattutto dagli Stati Uniti. Il mondo digitale italiano della salute è ancora poco visibile, influenzato da normative nate per l’offline e ostacolato da barriere culturali significative. Gli AboutPharma Digital Awards ci offrono l’occasione per parlare di progetti italiani e di  individuare dei percorsi di cambiamento possibili. Osserva Domenico Mancini, Sales Director di HPS e ideatore degli AboutPharma Digital Awards: “Ho notato un livello crescente dei progetti in lizza e sempre più interesse per una riflessione comune e un approfondimento sul mondo della comunicazione digitale”.

Cosa ci racconta l’edizione 2014? Cominciamo con il chi, cioè con chi si sente protagonista o comunque attore significativo dell’innovazione digitale nell’healthcare. Non chi ha vinto ma chi ha partecipato: 95 progetti candidati, 45 soggetti diversi fra società, istituzioni e associazioni, 53 progetti che hanno accettato di farsi votare dalla rete,  totalizzando più di 35mila condivisioni nei social network.
Non abbiamo dati sui 95, ma possiamo approfondire cosa ci raccontano i progetti che hanno partecipato alla competizione web e i progetti risultati vincitori.
Quasi tutti i progetti sono di aziende farmaceutiche. In Italia, da questa fotografia, il digitale sembra un terreno di sperimentazione soprattutto dell’industria farmaceutica, poche università, società scientifiche, ASL.
Un altro aspetto interessante è la prevalenza del digitale inteso come strumento e non come occasione di relazione e conversazione. Sono infatti marginali i progetti che assumono i social network come canale principale di comunicazione. Prevalgono portali, video, app. Si distingue Amplifon, premiata con Digital@Amplifon come migliore idea di social marketing.
MSD Italia è stata riconosciuta come best digital company, il suo portale Univadis è stato il più votato dal web e il progetto Tuttodunfiato è risultato vincitore nella sezione gaming.  MSD ha presentato 16 progetti sui 53 votati dal web e rappresenta un esempio importante di azienda che non usa semplicemente strumenti digitali ma ha avviato un vero e proprio labotatorio digitale. MSD sperimenta nuovi  linguaggi e servizi per obiettivi molto diversi, dall’empowerment del paziente alla formazione del medico, dai portali medico-scientifici alle app per registrare il battito cardiaco. La progettualità di MSD Italia mostra che il digitale non è solo un nuovo strumento di marketing e comunicazione, è una nuova area di attività e di produzione di servizi che saranno sempre più parte integrante dei farmaci.
Tra i progetti vincitori  ho trovato interessante anche l’edu-game Viro Hunter di Sanofi Pasteur, per il dispositivo simbolico utilizzato. Nella scheda descrittiva del progetto viene spiegato che ”ogni elemento grafico dell’edu-game è stato creato per richiamare gli scenari e le tematiche relative alle malattie. Inoltre Viro Hunter è un super eroe che viaggia all’interno del corpo umano con lo scopo di sconfiggere, grazie al suo scudo protettivo, tutti i nemici (virus) presenti nell’organismo. Tali nemici, sono stati realizzati partendo dalle forme originali dei virus visti al microscopio, aggiungendo inoltre i tipici sintomi a loro associati. Es. bolle per il morbillo, bruciore per il Fuoco di Sant’Antonio (Herpes Zoster), formazioni verrucose per l’HPV”.

Il progetto di Sanofi Pasteur sembra interpretare in chiave attuale e digitale l’efficacia del dispositivo simbolico del canto dello sciamano raccontato da Lévi-Strauss nel saggio sull’efficacia simbolica.
Scrive Lévi-Strauss:” Lo sciamano fornisce all’ammalata un linguaggio nel quale possono esprimersi immediatamente certi stati non formulati, e altrimenti non formulabili. […] La relazione tra microbo e malattia è esterna alla mentalità del paziente, è una relazione di causa ed effetto; mentre la relazione tra mostro e malattia è interna a quella stessa mentalità, ne sia essa consapevole o meno. E’ una relazione tra simbolo e cosa simbolizzata … tra significante e significato”.

Viro Hunter è una sperimentazione che dimostra la traducibilità dell’informazione scientifica in simboli: i significati medici e scientifici possono cercare significanti in grado di essere capiti e vissuti per rispondere alle esigenze non solo del fact checking ma anche del social fact checking.